17 Giugno 19 Luglio 2026

Out of Place
Arte e storie dai campi rifugiati nel mondo

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Ingresso gratuito - Padiglione d'arte

Da mercoledì a domenica ore 10.00 – 19.00

Apre il 17 giugno la mostra Out of Place. Arte e storie dai campi rifugiati nel mondo. Il progetto espositivo di Fondazione Imago Mundi è realizzato in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati con il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

 

Basato su una ricerca realizzata tra il 2022 e il 2024 all'interno di diciotto tra i più grandi campi rifugiati attualmente esistenti, e altre aree attraversate da migrazioni, il progetto Out of Place presenta le testimonianze - opere e storie - di 264 artisti che vivono in queste strutture o che hanno vissuto una simile esperienza in passato. Insieme alle 284 opere da loro realizzate nel formato 10x12, il progetto dà ampio spazio alle storie raccontate, proponendo una ricerca sull'attuale crisi globale dei rifugiati, la più complicata della storia, come riportato dall'Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR).

 

Oggi sono 117 milioni le persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni, violenze. Circa il 19% di loro, cioè 8.7 milioni di persone, vivono all'interno di campi rifugiati.

 

Prendendo a prestito il termine out of place / fuori posto con il quale lo scrittore palestinese Edward Said definiva i rifugiati - includendo sé stesso - il progetto nasce dalla volontà di offrire uno spazio libero di espressione artistica e narrativa agli artisti che vivono in una delle realtà più difficili del nostro mondo: i campi per rifugiati. "Esuli, migranti, rifugiati e apolidi, sradicati dalle proprie terre, sono costretti a fare i conti con un nuovo paesaggio - scriveva Said - e la creatività, come del resto la profonda infelicità che si attribuisce al modo di fare di tali soggetti fuori posto, costituisce di per sé una delle esperienze che devono ancora trovare una loro narrazione".

 

L’esposizione nasce dalla raccolta, parte di Imago Mundi Collection, curata da Claudio Scorretti, Irina Ungureanu e Aman Mojadidi, che ha coinvolto artisti che vivono o hanno vissuto in campi per rifugiati, invitati a realizzare opere nel formato di 10x12 cm.

 

La mostra offre una riflessione più ampia sull’attuale crisi globale dei rifugiati: dopo Kutupalong, in Bangladesh, sono presenti testimonianze dall’Africa con due grandi campi del Kenya – Dadaab e Kakuma – due rappresentativi insediamenti in Uganda – Nakivale e Bidibidi –, il campo di Dzaleka in Malawi, quello di Nyabiheke in Rwanda, e l’insediamento di Smara con gli adiacenti El Aaiun, Awserd, Boujdour, Dakhla, in Algeria. Le tele offrono poi testimonianze dal Medio Oriente, da Za’atari, il più esteso campo per siriani, e da altri cinque campi per palestinesi: Baq’a, Hittin, Irbid, Madaba e Souf, tutti in Giordania. A questa cartografia si aggiungono artisti che hanno vissuto, dagli anni Ottanta ad oggi, situazioni analoghe in altre aree geografiche, inclusi artisti curdi e yazidi che raccontano la complicata storia del loro popolo, e 40 artisti afghani che, all’indomani della ripresa di potere da parte dei talebani nell’agosto 2021, hanno lasciato il Paese oppure sono rimasti in patria. Completano la raccolta le testimonianze delle migrazioni che giungono in Europa dall’Ucraina e tramite le rotte del Mediterraneo, e una sezione dedicata ai corridoi di migrazione in America del Sud e Centrale, con un focus sulla frontiera tra Messico e Stati Uniti.

 

La mostra è anche l’occasione per celebrare il 75° anniversario della Convenzione di Ginevra sullo Statuto di Rifugiato. La Convenzione sui Rifugiati è il più importante strumento internazionale per la protezione dei rifugiati, ovvero tutte le persone che si trovano al di fuori del proprio Paese di origine e che non possono o non vogliono farvi ritorno a causa di un fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinione politica. Essa stabilisce inoltre un quadro completo di diritti e obblighi, tra cui l’accesso alla giustizia, all’istruzione e al lavoro, e principi fondamentali come la non discriminazione e la non penalizzazione.

CONVERSAZIONE D’INAUGURAZIONE

Martedì 16 giugno, ore 18.00, inaugura la mostra una conversazione dal titolo Voci fuori luogo tra Daniele Abbado, regista e Special Friends di UNHCR, e Venanzio Postiglione, vicedirettore del Corriere della Sera.

 

IL CATALOGO

La raccolta “Out of Place” è corredata dall’omonimo catalogo della Imago Mundi Collection disponibile in vendita nel bookshop del Museo. 

 

LA RACCOLTA FONDI

Nello shop del Museo sono in vendita le borse e le pochette prodotte da donne ugandesi. Il ricavato della vendita sarà devoluto all’UNHCR.

 

VISITE GUIDATE

Ogni sabato alle ore 11.00 è prevista una visita guidata. La partecipazione è gratuita previa prenotazione online.

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