Acque sarde
Acque sarde amplia il percorso di Etruschi e Veneti e aggiunge una nuova voce al racconto dei culti d'acqua nell'Italia antica. Attraverso un nucleo di bronzetti e ceramiche votive dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari si apre uno sguardo sulla Sardegna nuragica, dove l'acqua è elemento sacro, punto d'incontro e centro della vita delle comunità .
Intorno al XII secolo a.C. la civiltĂ nuragica attraversa una fase di profonda trasformazione: cessa la costruzione dei nuraghi e si affermano nuove forme di abitato. Tra la tarda etĂ del Bronzo e la prima etĂ del Ferro l'acqua diventa il centro di nuovi luoghi di culto. Pozzi e fonti sacre, architetture di grande raffinatezza spesso inserite in santuari piĂą ampi, riuniscono comunitĂ diverse e assumono un peso sociale e politico.
Come nei santuari etruschi e veneti, anche qui il rito ruota attorno all'offerta. Da questi contesti provengono molti dei celebri bronzetti nuragici: offerenti e oranti, arcieri, pugilatori e guerrieri, figure animali, accanto a miniature di nuraghi, recipienti e navicelle, armi ed elementi del vestiario. Sono oggetti che raccontano il rapporto con il sacro e, insieme, le nuove forme di affermazione e di autorappresentazione di individui e gruppi emergenti.
In una societĂ in mutamento, il santuario diventa luogo di relazione e l'offerta un gesto che intreccia devozione, appartenenza e prestigio: lo stesso legame tra acqua, sacro e potere che attraversa l'intera mostra.