13 Maggio 4 Ottobre 2026

Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso

A Milano la Fondazione Luigi Rovati presenta la mostra Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso, a cura di Salvatore Settis.

Fulcro dell’esposizione è la prima presentazione al pubblico della fronte di un sarcofago romano databile al 170–180 d.C., raffigurante la Morte di Meleagro e altri episodi del mito. Proveniente da Firenze, dove appartenne per secoli alle collezioni di Palazzo Montalvo, e successivamente entrato nella collezione Brenta-Torno a Milano, il rilievo è noto quasi esclusivamente agli specialisti. L’opera si inserisce in una ristretta serie di sarcofagi dedicati al mito di Meleagro, articolati in sequenze narrative che comprendono la caccia al cinghiale di Calidone, il conflitto con gli zii e la tragica morte dell’eroe, causata dalla madre Altea. Tra gli esemplari noti, il sarcofago Brenta-Torno si distingue per qualità formale e per la data precoce del reimpiego medievale.

Nella mostra sono esposti anche i due rilievi laterali originali, oggi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, proponendone per la prima volta il confronto diretto con la fronte principale. Questa ricomposizione consente di verificare l’unità originaria del monumento e di comprenderne appieno la costruzione narrativa. Un ulteriore elemento di rilievo è lo studio dell’iscrizione del XIII secolo, che attesta il riutilizzo medievale del sarcofago e ne consente una più precisa contestualizzazione storica.

 

Accanto alla dimensione archeologica, la mostra sviluppa una riflessione sulla “biografia” di un gesto: una figura, generalmente femminile, che irrompe nella scena con le braccia protese all’indietro, espressione codificata di disperazione. Nato in età romana e attestato in un vaso d’argento da Pompei, esposto in mostra e proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, questo gesto scompare per oltre un millennio, per riemergere improvvisamente nel XIII secolo.

 

La sua ricomparsa è documentata in opere fondamentali della storia dell’arte, dalla Strage degli Innocenti di Nicola Pisano alla Lamentazione di Giotto nella Cappella degli Scrovegni, fino alle reinterpretazioni moderne, tra cui Guernica di Pablo Picasso, documentata in mostra attraverso una selezione di disegni preparatori e il manifesto della storica esposizione milanese del 1953 a Palazzo Reale.

 

Nel percorso, infine, un riferimento al pensiero di Aby Warburg, che individuò in questo gesto un caso emblematico di trasmissione delle forme espressive dell’antico, sintetizzato nel concetto di Pathosformel. Pur concentrandosi su un riuso più tardo, in un monumento funebre (ca. 1485) attribuito a Giuliano da Sangallo per la Cappella Sassetti in Santa Trinita a Firenze, Warburg fu tra i primi a riconoscere nella figura dolente dei sarcofagi di Meleagro una fonte decisiva per la riattivazione di questo stesso gesto dopo un lungo oblio. Questo passaggio è rappresentato in mostra nelle tre tavole del Bilderatlas Mnemosyne, nella più recente ricostruzione di Axel Heil e Roberto Ohrt.

 

La mostra Storia di un gesto propone dunque un’indagine che unisce archeologia, storia dell’arte e teoria dell’immagine, offrendo al pubblico una prospettiva inedita sulla continuità e trasformazione dei linguaggi figurativi dall’antichità al contemporaneo.

I RESTAURI

Il restauro conservativo dei tre rilievi con il mito di Meleagro, originariamente parte di un unico sarcofago romano e oggi divisi tra la collezione Brenta-Torno e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, ha restituito leggibilità e unità visiva al monumento dopo secoli di vicende conservative differenziate. L’intervento, a cura dello studio Anna Lucchini e di Francesca Siena e frutto di approfondite indagini storico-scientifiche e di una pulitura selettiva delle superfici, ha consentito di recuperare l’integrità materica delle opere e di far riemergere dettagli iconografici e tecnici finora compromessi dal degrado e da restauri precedenti. Un’operazione che rappresenta anche un importante momento di studio, capace di ricostruire nuove pagine della storia del sarcofago e dei suoi riusi nel tempo.

 

La mostra è stata l’occasione anche per un intervento di restauro per la Coppa con Semele Morente in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’intervento, a cura di Artes, ha restituito piena leggibilità al manufatto, rimuovendo le sostanze degradate e stabilizzando le fratture. L'opera è stata consolidata e protetta con materiali reversibili, assicurando il mantenimento del suo stato di conservazione ottimale.

MUSEO GENTILE

La video-guida in LIS, realizzata in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi, sarà accessibile tramite l’app della Fondazione, scaricabile presso il museo.

Nell’ambito del progetto Stare bene insieme, in collaborazione con la Cooperativa La Meridiana, è disponibile in biglietteria il libretto guida della mostra dedicato alle persone con patologie neurodegenerative e ai loro accompagnatori.

 

VISITE GUIDATE

Martedì 12 maggio alle ore 15.00, Salvatore Settis accompagna i possessori della FLR Card in una visita riservata alla mostra.

Ogni sabato alle ore 11.00 è prevista una visita guidata aperta al pubblico. 

 

MEDIA PARTNER

Radio Monte Carlo è la radio dell’arte e delle grandi mostre: da sempre l’emittente italiana del Principato di Monaco si caratterizza per la qualità del suo intrattenimento e la scelta di contenuti di valore che spaziano dall’arte alla cultura, dalla moda al design e che hanno reso il suo nome sinonimo di classe, stile ed eleganza. In virtù di questo posizionamento, i programmi, il sito web (www.radiomontecarlo.net) e i social network di Radio Monte Carlo daranno risalto all’esposizione.

Salvatore Settis

Salvatore Settis ha diretto il Getty Research Institute di Los Angeles (1994-1999) e la Scuola Normale Superiore di Pisa (1999-2010) e ha presieduto il Consiglio Superiore dei Beni Culturali (2007-2009) e il Consiglio Scientifico del Louvre (2010-2023). Ha avuto a Madrid la Cátedra del Prado, a Mendrisio (Svizzera) la Cattedra Borromini, è stato Warburg Professor ad Amburgo e ha tenuto le Isaiah Berlin Lectures a Oxford e le Mellon Lectures alla National Gallery di Washington. Ha scritto di arte classica (La Colonna Traiana, 1988; Laocoonte. Fama e stile, 1999), moderna (La Tempesta interpretata, 1978; Raffaello tra gli sterpi, 2022) e contemporanea (Incursioni, 2020). Fra i suoi libri di politica culturale, Futuro del ‘classico’, 2004; Paesaggio Costituzione cemento, 2010; Se Venezia muore, 2014; Architettura e democrazia, 2017. Suoi scritti sono stati tradotti in diciotto lingue. Ha curato mostre come I marmi Torlonia (Musei Capitolini, Gallerie d’Italia a Milano, Louvre) e Recycling Beauty (Fondazione Prada, Milano).

Appuntamenti

20 Maggio 2026

Storia di un gesto
Le ragioni di una mostra

18:00 Conversazione

14 Giugno 2026

Visita guidata - Storia di un gesto

11:00 Attività

25 Giugno 2026

Visita guidata - Storia di un gesto

16:00 Attività

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